"Siamo in un paese dell'entroterra siciliano. Una lettera anonima minaccia di morte il farmacista, uno "che viveva tranquillo, non aveva mai avuto questioni, non faceva politica". L'uomo pensa ad uno scherzo, ma la minaccia si avvera, al termine di una giornata di caccia, coinvolgendo l'amico dottore che si trova con lui. Un altro delitto che sembra immotivato ed offre pochi appigli al professore di liceo Paolo Laurana che, quasi mosso da una astratta passione intellettuale, si ritrova a cercarne il bandolo in una rete di silenzi e di complicità. Sciascia torna sulla Sicilia di oggi, continuando il discorso iniziato con Il giorno della civetta, in un giallo divertito e amaro, che non rispetta i canoni del romanzo poliziesco tradizionale. Pagine animate da passione civile, denuncia civile e compiuta raffigurazione poetica."




