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    La Testa degli Italiani -

    Beppe Severgnini

    BUR
    2008
    243 páginas
    8h 6m
    ISBN-13: 9788817022248
    4.1
    9 avaliações
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    Per alcuni stranieri, l'Italia è solo una grande, poetica, immutabile "Toscana mentale". Una terra di luce e profumi, aperitivi al tramonto, mattoni a vista e indigeni cordiali. Ma nella testa degli italiani - purtroppo o per fortuna - c'è ben altro. Percorrendo la Penisola in compagnia di amici venuti dall'estero, Beppe Severgnini diventa cicerone ironico e implacabile. Da Milano a Firenze, da Roma a Napoli, dalla Sardegna fino alla sua città (Crema): l'insolita guida "traduce" le strade, le case, le piazze, i negozi, le chiese, gli stadi, gli ipermercati, le spiagge. Un viaggio metaforico, autocritico e divertente attraverso il nostro mondo di vivere oggi. Dieci giorni, trenta luoghi. Dall'alimentazione alla politica, dalla morale alla TV, dal sesso (inevitabile) alla generosità (indiscutibile). Grazie allo sguardo e alla penna di uno dei nostri autori più amati, il ritratto di un Paese che "ci manda in bestia e in estasi nel raggio di cento metri e nel giro di dieci minuti".

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    Vitor Calliari Rebello picture
    Vitor Calliari Rebello30/09/2021Resenhou um livro
    2 (Razoável)

    La testa degli italiani è un libro di Beppe Severgnini è un libro italiano che si propone ad avventurarsi "nell'ultima regione inesplorata del Paese" che è... be', il titolo è autoesplicativo. Innanzitutto, il libro è molto ben scritto, anche perché l'autore è un famoso giornalista. Forse sia troppo ben scritto per quello a che si propone. Il libro parla direttamente al lettore, rompendo la quarta parete, che l'autore presume (che) sia uno straniero/turista. Tuttavia, in molte situazioni lo scrittore presume che il lettore abbia una conoscenza preliminare dell'Italia che non è supportata dalla realtà, compresa la lingua del libro, che è stato scritto nella lingua locale (italiano) e con un vocabolario complesso. L'impressione è che l'autore ha scritto il suo libro rivolto ad un pubblico britannico e nordamericano, tanto che la maggior parte dei confronti sono fatti tra l'Italia e queste regioni, con altri paesi (compresi quelli europei e più vicini) rimasti in secondo piano. Inoltre, ci sono citazioni dirette da testi inglesi, con questa lingua usata persino per spiegare che "la vostra Italy non è la nostra Italia". Non posso dire che l'autore si sbagli su quello che ha scritto sull'Italia (chi sono io per farlo, non ho nemmeno visitato il paese), ma cercare di scioccare uno straniero con le assurdità dell'Italia dovrebbe funzionare veramente solo con gli americani e inglesi, perché per un brasiliano niente suona troppo assurdo (e non sono nemmeno carioca). Nonostante queste critiche, non su il contenuto del libro ma sulla forma, mi è piaciuto molto avventurarmi nelle teste degli italiani, inclusa quella dell'autore.

    1 curtida

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