Ha cinquant'anni il Petit Nicolas di René Goscinny, autore delle storie di Asterix, e di Jean-Jacques Sempé, noto disegnatore di fumetti, ormai un "classico" della letteratura per ragazzi, di cui ora Donzelli ripubblica encomiabilmente i primi cinque libri, usciti a Parigi fra il 1960 e il 1964, con la bella traduzione di Gaia Panfili che ripristina quanto tagliato o adattato nelle precedenti edizioni italiane. Il piccolo Nicolas e la banda dei suoi amici sono i classici bambini terribili, monelli a tutto tondo ma in fondo buoni e bravi. Disubbidiscono e si ribellano ai grandi, combinano guai con la candida ma perfida e amorale innocenza della loro infanzia. Giocano a pallone, si prendono in giro, sono naturalmente protomaschilisti ma con misura (tanto da accettare nel gruppo Louisette che è "femmina ma fantastica"), si fanno la guerra e si prendono a botte, ma anche in questo caso, secondo regole, con il sano istinto dei cuccioli di animali che si fermano a un centimetro dalla gola dell'avversario, e infatti il primo della classe non si può picchiare "perché ha gli occhiali" (e sì che ce n'è una gran voglia). Piacerà anche ai ragazzi di oggi questo libro? Che in ogni caso i grandi faranno bene a regalarsi, e non per una semplice operazione nostalgia, ma perché, a modo suo, è un volume che mostra anche un non insignificante pezzetto di storia sociale dell'infanzia, del suo immaginario, e quindi anche della società del tempo. I papà e i nonni dovrebbero saper proporre – non imporre – con intelligenza e sensibilità la lettura del primo libro (nemmeno 150 pagine) e vedere l'effetto che fa
