Picoli Martiri -

    Mario Aguiaar

    La Sorgente
    1947
    352 páginas
    11h 44m
    ISBN-1: 0

    don Eugenio Pilla fu trasparente e immaginoso come un fanciullo. Educò generazioni di giovani prima con l’arte, con la narrativa, poi con l’agiografia. Si scrive per farsi leggere e per farsi capire. Don Pilla alle due qualità aggiunse: per fare del bene e innamorare generazioni di ragazzi alle virtù. Racconta un salesiano: “Durante i campi e le colonie estive ero uno dei pochi che riuscivano con meraviglia di molti a portare a sera i ragazzi in camerata e a tenerli buoni e in silenzio finché non s’erano addormentati. Come? Raccontavo loro quel meraviglioso Piccoli Martiri di don Pilla. La sera dopo i ragazzi mi dicevano: assisté, sei arrivato a quando… Da lì continuavo il racconto la sera dopo”. Don Pilla per la buona stampa diede tutto se stesso; rubò ore e ore al sonno del quale i suoi occhi erano creditori; non si concesse quasi mai vacanze; rimaneva fermo al suo tavolo di lavoro durante le calure estive, anche se sappiamo, grazie a un’intervista fatta da Elio D’Aurora nel 1951, che le ore in cui Eugenio preferiva scrivere erano “dalle due del pomeriggio alle otto di sera, quando gli amici non mi interrompono”, così aveva risposto sorridendo alla domanda del giornalista. Seppe essere sempre rigido ed esigente con se stesso, per donare il meglio si sé agli altri. Una grande delicatezza gli guidava l’azione e la penna. Era soprattutto vigilante contro la superficialità e la leggerezza profusa a piene mani nei nuovi, e divulgata da idee poco ortodosse. Scrisse il rettor maggiore don Luigi Ricceri: “Il religioso nasce nel Vangelo, matura nel Vangelo, opera nel Vangelo, è l’uomo del Vangelo; la vita di questo nostro confratello è tutta qui: visse per diffondere il Vangelo”

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